Chirurghi e Top Performance

Professionisti dell'ambito sanitario quali medici ed in particolare chirurghi svolgono operazioni che richiedono grande precisione, coordinazione e calma. Questi professionisti gestiscono complicazioni operatorie e post operatorie, a volte si trovano nella condizione di dover comunicare ai famigliari decessi e possono non riuscire a salvare vite. Tutto questo comporta un grande carico emotivo che nel tempo potrebbe creare insicurezza e sfiducia, paura e burnout e far perdere la passione per il proprio lavoro. Performare e sostenere il carico ed il sacrificio rende queste persone grandi professionisti, ma anche individui a rischio. A tal proposito, sviluppare resilienza, rielaborare, aumentare le strategie di coping, mental training e potenziare le proprie risorse sono interventi fondamentali per mantenere elevati livelli di performance.

 

Come riportato dal Dr Charlie Brown, per poter “guidare” come Mental e Performance coach questi professionisti occorre fare un’ analisi definita di intelligenza contestualizzata per poter poi utilizzare i giusti strumenti in un percorso di performance expansion assieme. Occorre essere, come definito dal Dr Charlie Brown, direttore del progetto “Get your head in the Game”, antropologi invece che missionari. Quando seguo top performers non basta l’entusiasmo occorre la ricerca scientifica, occorre avere i dati alla mano e valutare quello che veramente funziona, tipicamente definito in Inglese “what works for whom”! Ecco perchè l’approccio di Performance Expansion ha una vision che mira all’evidenza scientifica e quindi valorizza la cultura della competenza sia nelle tecniche utilizzate che nel performer che si aiuta.

 

Ogni intervento per avere successo deve attenersi alla realtà ed al linguaggio del contesto in cui viene applicato. Nel caso dei chirurghi occorre approcciarsi alla performance in modo neurologico.

 

Vi sono studi recenti quali quello di Anton, N., Bean, E., Hammonds, S., & Stefanidis, D. (2017) che indagano ed evidenziano quali sono le competenze mentali dei chirurghi. Per poter intervenire con tecniche efficaci occorre basarsi sui dati validati dalla ricerca sia in ambiti della performance creativa e sportiva, sia come in questo caso quella chirurgica.

 

Il Mental e Performance Training, www.performanceexpansion.com,  aiuta il performer ad aumentare autostima, spirito di squadra, competenza chirurgica ed insegna a ridurre i livelli di stress.

  

La realtà dei chirurghi è una realtà professionale particolarmente dura. Il tipo di formazione implica numerose ore di pratica ad alti livelli di funzionamento psichico. L’eccessivo carico lavorativo conduce ad elevati livelli di stress per il cervello e nonostante questo per loro vi è poco margine di errore perchè questo può significare morte.

 

La sfida è sia fisica che psicologica soprattutto quando i chirurghi devono eseguire lunghe ore di interventi precisi e rischiosi.  Per esempio nelle procedure laparoscopiche il chirurgo utilizza manualmente degli strumenti guardando un monitor ed il campo visivo è al contrario. Vi sono inoltre strumentazioni quali il Robot Da Vinci che utilizza mani robotiche; e lo stesso chirurgo deve anche alternare la sua performance tra questi strumenti.

Fornire coaching sulla performance chirurgica implica avere conoscenza in ambito neurologico e nel suo aspetto scientifico. www.performanceexpansion.com

 

 

Occorre quindi sapere, a tale proposito, che quando si performa, questo avviene in due modi; attraverso il cervello che agisce dall’alto verso il basso “top down brain” e dal basso verso l’alto “bottom up brain”. Il “top down brain” rigurarda la parte prefrontale la neocorteccia, ovvero quella parte del cervello che permette agli essere umani di eseguire compiti diversamente rispetto ad altri animali.  Questa parte di cervello richiede alti livelli di energia,  è neurologicamente lenta e si affatica facilmente.

 

Il cervello dal basso verso l’alto “bottom up brain” include quelle parti neurali subcorticali quali i gangli basali e l’amigdala e questa è l’area del cervello che è neurologicamente veloce, è sempre accesa ed utilizza meno energie; è sensibile alle emozioni ed all’instinto primitivo.  La performance ottimale richiede sia il top down brain ovvero tutto ciò che riguarda l’apprendimento intenzionale, la pianificazione, le strategie per gestire l’impulsività, training per sviluppare procedure e scelte consapevoli, ed il bottom down brain che controlla l’esecuzione di movimenti rapidi e fluidi e gestisce l’attenzione e l’secuzione di lunghe e complesse procedure. Le 7 capacità mentali cruciali riconosciute dalla ricerca nel campo della performance sono: impostare obiettivi, pianificare l’esecuzione del compito, la gestione dell’attivazione, attenzione/gestione dei pensieri,  visualizzazione /ripetizione mentale, procedure routinarie prima dell’esecuzione del compito, rifocalizzazione delle strategie.

 

Molti training di preparazione mentale utilizzano il top down per poi farlo diventare un processo neurologico di bottom up come per esempio la competenza nello sviluppare procedure routinarie per poi farle divenire comportamenti automatizzati. Il processo neurologico di top down è influenzato dal linguaggio sia interiore ed esteriore quale il self-talk. Il bottom up invere riguarda immagini, ritmi, sensazioni chinestetiche. Le implicazioni riguardanti questi concetti sono che a seconda della competenza che viene richiesta occorre valutare se applicare un approccio dall’alto verso il basso o viceversa perchè, ad esempio in alcuni momenti come in quello cruciale della peak performance il ragionamento ed il pensare sono aspetti che disturbano in quanto in questo caso l’approccio è molto sperimentale focalizzato a sviluppare tecniche corporee, visive ed esperenziali poichè la persona è “in the zone”  ovvero nel momento centrata, focalizzata, pronta all’azione.

 

 

Il programma di Performance Expansion, www.performanceexpansion.com,  mira ad utilizzare entrambe le procedure neurologiche al fine di potenziare le tue capacità, utilizzando sia la corteccia cerebrale pre-frontale che il cervello subcorticale, istintivo ed esperenziale. Grazie all’approccio top down e bottom up si sviluppano tecniche sia cognitive, emotive che esperenziali e corporee per ottenere una peak performance e divenire professionisti “extra-ordinari”.

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